Topolino – In The Dark IX

Clicca qui per leggere le puntate precedenti: I – II – III – IV – V – VI – VIIVIII

La situazione faceva obiettivamente schifo.

Legati, sotto tiro e, a quanto pare, anche in ritardo per poter fare alcunché. Topolino sentiva una certa disperazione farsi largo dentro di lui. Quasi rise tra sé: una certa disperazione era proprio un eufemismo, visto come stavano andando le cose.

Il Razziatore e Macchia Nera li avevano presi solo per gongolare guardandoli in faccia, ma non c’era nulla che questa volta avrebbero potuto fare per potersi mettere in salvo. Il loro destino era segnato e, a quanto pareva, anche quello del resto del mondo. Topolino non era ancora sicuro che quello che aveva sentito potesse essere vero, ma Paperinik sembrava averlo preso sul serio e tanto gli bastava.

Ora, non so come pensi che ve la potrete cavare, ma di sicuro fare in modo che parlino il più a lungo possibile non è mai sbagliato. Hollywood insegna così, dopotutto.

– Quello che dici non ha senso, te ne rendi conto? Come fai a strappare un mondo intero e la sua linea temporale dal multiverso? È impossibile isolarci del tutto. –

Il Razziatore rise e si girò verso di lui:

– Ma tu che ne vuoi sapere? –

E finalmente, fu Macchia Nera a prendere la parola.

– Caro Topolino. Caro, caro Topolino. Quante volte mi hai messo i bastoni tra le ruote e mi hai fregato sulla linea del traguardo. Questa volta puoi crederci: abbiamo fatto in modo che la linea del traguardo fosse dietro di noi e che noi tutti, noi cattivi, avessimo già vinto. La guerra è già stata combattuta, e vinta. E sì, noi siamo isolati da qualsiasi altra linea temporale e da qualsiasi altra dimensione. Ci abbiamo lavorato per anni, ma ce l’abbiamo fatta e, davvero, non c’è più nessuno ormai che possa raggiungerti e salvarti. –
– Per me tutto quello che dici non ha senso. Per me il mondo è stato sempre uno, in un unico tempo, in un’unica dimensione. Tutti i tuoi discorsi non mi interessano. Non pensavo certo di essere salvato da qualcuno che arrivava dalle stelle. Ma so che anche in questo momento c’è chi lavora per riportare le cose al loro posto e tu dietro le sbarre. E questo mi consola, qualsiasi azione tu stia pianificando. –
– Ti riferisci a Basettoni, Manetta e la “banda degli ultimi onesti” che stanno raccogliendo? –

Macchia Nera lo guardò serio per un attimo, poi iniziò a spanciarsi dalle risate.

– Chi credi che sia quello che gli ha passato le informazioni, quello che li sta spingendo a fidarsi e a reclutare tutte le persone rette rimaste a Topolinia? Non ti viene in mente niente che si potrebbe fare una volta che saranno tutti riuniti in un unico posto? Bye bye, Basettoni. Bye bye, Manetta. Bye bye, poliziotti onesti. Bye bye, ultima speranza di ripristinare le cose com’erano. –

Rise ancora, e mentre rideva, Topolino sentiva il gelo propagarsi dentro di lui. Erano davvero loro la sua ultima speranza, e ora anche quella se ne stava andando. Non c’era più nulla che si potesse fare, allora?

Paperinik aveva la testa abbassata e, quando parlò, la voce sembrava uscire dall’oltretomba.

– Hanno fatto la stessa cosa anche qui. Non ho capito cosa stava succedendo finché non è stato troppo tardi. E ora mi sono ritrovato da solo a combattere il mondo, proprio perché tutti quelli che lo facevano prima con me sono stati eliminati. –
– L’unica cosa che non ci aspettavamo era che venissi a Paperopoli, anche se avevamo preparato le nostre contromisure, – continuò Macchia Nera, – che però non sono servite a molto, a quanto pare. Poi però ne abbiamo approfittato per condurvi fino a qui, un indizio alla volta, un Bassotto alla volta. –

Fece l’occhiolino.

– Beh, adesso siamo tutti riuniti e possiamo farla finita in un colpo solo. Gli indizi e le briciole lasciate in giro all’inizio dovevano portare qui solo il Vendicatore di Paperopoli, ma hanno beccato anche quello di Topolinia. Meglio così! –

Risero entrambi, mentre sia Paperinik che Topolino si sentivano sprofondare. Non c’era più niente che potessero fare, nessuna speranza.

Poi, da fuori, giunse una voce femminile.

– Di tutte le stronzate che hai detto, solo su una cosa sono d’accordo: è un bene che siate tutti riuniti in un unico posto. –

E subito dopo scoppiò l’inferno.

Mentre sulle facce del Razziatore e di Macchia Nera comparivano delle O di stupore, sui loro petti e su quelli di tutti i tizi armati apparvero invece dei piccoli puntini di luce rossa. Poi, le esplosioni simultanee di decine armi da fuoco.

Lo spazio attorno a Topolino e Paperinik divenne pieno di gente armata che cadeva a terra morta o ferita, gente in camice bianco che tentava di nascondersi, esplosioni, fumo, e, d’improvviso, altra gente mai vista che appariva da tutte le parti, in abiti neri, armata fino ai denti e urlando:

– Giù! Tutte le armi giù! Fermi dove siete! A terra, a terra! –

Ordini un po’ contraddittori, forse, ma poco importava: stavano sparando a tutti i gorilla che avevano tenuto sotto tiro Paperinik e Topolino senza aspettare risposta, disinteressandosi completamente se si stavano arrendendo o meno.

Nella confusione i due non vedevano più né il Razziatore, né Macchia Nera, ma nei momenti iniziali sembrava fossero stati i primi ad essere colpiti.

In mezzo a tutto questo, loro furono gli unici a rimanere fermi, visto come erano legati, ma furono anche gli unici a rimanere completamente incolumi. Fu comunque questione di tre minuti tra il primo sparo e il momento in cui l’ultimo dei gorilla fu messo a terra e l’ultimo dei tizi in camice bianco fu immobilizzato. Dopodiché, Topolino e Paperinik videro emergere da dietro i nuovi arrivati una papera bionda, vestita di nero anche lei e dalle apparenze non meno letali degli altri.

– Ciao Lyla, – disse Paperinik.

Topolino non aveva la minima idea di chi fossero i nuovi arrivati, ma era comunque felicissimo del loro intervento. Sapeva però di doversi preoccupare di una cosa sola.

– Grazie davvero, chiunque tu sia. Ma dove sono il Razziatore e Macchia Nera? E puoi liberarci, visto che ci siete? –

La papera sorrise e fece un cenno a uno dei suoi, che si fece avanti con un coltello e si accinse a tagliare le corde che li bloccavano.

– Ciao Paperinik. Sempre un piacere vederti. E ciao Topolino. È un onore finalmente conoscerti. Io sono Lyla Lay, un’amica del tuo compagno di disavventure. Non ti preoccupare di quei due. Sono stati i primi a cui abbiamo sparato. –
– E di questo sono immensamente felice. Sono ancora vivi? –
– Sì, anche se non so per quanto. Non è una nostra priorità che lo rimangano. –

Nel frattempo, con qualche difficoltà, furono finalmente liberi. Non persero tempo.

– Dove li avete portati? Dobbiamo interrogarli immediatamente. –
– Sono qui fuori. –

Si affrettarono ad uscire di lì e trovarono che il Razziatore e Macchia Nera erano stati legati e lasciati per terra, sanguinanti. Il secondo pareva preso peggio del primo, ma entrambi erano svegli, anche se sofferenti.

– Come cambiano le cose, ah, pezzi di merda? –

Topolino non era molto di buon umore ed era indeciso se prenderli a calci fino ad ammazzarli o se provare a interrogarli davvero. La vista di Macchia Nera, poi, gli provocava una rabbia quasi irrefrenabile, anche se il fatto che fosse inerme e ferito gravemente avrebbe dovuto trattenerlo.

Il Razziatore era quasi troppo stupito per sentire il dolore che avrebbe dovuto.

– Non puoi essere davvero qui, maledetta Lyla Lay! Abbiamo costruito e sperimentato troppo a lungo e sappiamo che quello che abbiamo fatto ha funzionato. Siamo separati da tutte le altre dimensioni e da tutte le altre linee temporali. Abbiamo creato una bolla! –
– Purtroppo è vero… –
– Come? È vero, quindi? – intervenne Paperinik.
– Sì, è vero. E quello che hanno fatto è irreversibile. Su questo non ha mentito. Ma non ha tenuto in conto di una cosa, nei suoi calcoli, e cioè che io e un gruppo di Tempoliziotti fossimo qui, nel momento in cui è avvenuto lo strappo dimensionale. –
– Ma se eravate qui non potevate fermarlo? Non sapevate cosa stava facendo? –

Fu Paperinik a parlare, ma era lo stesso pensiero di Topolino. Se davvero tutto quello che stavano dicendo era vero, perché non lo avevano fermato prima?

– Pensi che non lo avremmo fatto, se avessimo potuto? Eravamo qui in missione, a tentare di capire se una voce che avevamo sentito era vera, e cioè che il Razziatore era tornato di nuovo indietro nel tempo per cambiare la storia. Eravamo qui da pochi giorni, quando i nostri strumenti sono impazziti e abbiamo capito che era successo qualcosa di terribile. Quando poi abbiamo tentato di tornare a casa, nel futuro, e abbiamo scoperto che non potevamo più, abbiamo capito quanto terribile davvero fosse quello che era capitato. –

Fu Macchia Nera a interromperla, questa volta, con voce flebile.

– Questo non è possibile… avevamo controllato tutte le frequenze temporali, tutte le increspature nel flusso. Non c’era nulla di fuori posto quando abbiamo fatto partire il processo… –
– Perché avete controllato male. Ci siamo evoluti di un bel po’, ormai, e i nostri viaggi non provocano più nessuna “increspatura”, come la chiami tu. Purtroppo non è servito a prevenire tutto questo… –

Topolino si sentiva girare la testa, ma qualcosa iniziava a capire.

– Ma se avete i macchinari per andare avanti e indietro nel tempo, perché non torniamo indietro adesso? Torniamo indietro ad appena prima del loro intervento e impediamo questa “bolla”! –
– No, la bolla stessa ci impedirebbe di andare oltre il momento della sua creazione. E comunque tutti i nostri ultimi macchinari per viaggiare nel tempo sono rimasti nel futuro, da dove veniamo. Quello che abbiamo sono delle specie di GPS per farci ritrovare e ripescare nel momento in cui dovesse essere necessario, ma essendo stati strappati via dal multiverso, non abbiamo più nemmeno questa possibilità. –
– E quindi non potete tornare a prima che Macchia Nera ammazzi Minni… –
– Mi dispiace… –

Il breve momento di speranza avvertito da Topolino fu subito soffocato, ancora prima di nascere veramente. Nel frattempo, a terra, il suo peggior nemico sembrava stare per morire. Si sarebbe goduto la scena, almeno.

Paperinik intanto, stava ancora parlando con Lyla Lay.

– Come avete fatto a trovarci? E proprio in questo momento, poi. Non che non vi sia grato, anzi. –
– È da quando abbiamo scoperto cos’era successo che cerchiamo il colpevole e cerchiamo da dove è partito tutto. Più di un anno, ormai. Ma nessuno sembrava voler parlare e loro si spostavano sempre. Abbiamo raccolto una voce qui, un indizio lì, e siamo arrivati a capire chi c’era dietro solo ultimamente. Non riuscivamo a trovarli, però… –
– Ma perché non mi hai contattato? Sai bene che sarei stato il primo ad aiutarti! –
– Non potevo farlo, non questa volta. Potevi essere sotto controllo e allora tutta la segretezza con cui ci eravamo mossi sarebbe andata alle ortiche. Però, dopo un po’ che non ne uscivamo, abbiamo deciso di metterti sotto controllo anche noi. Se avessimo notato cose strane avremmo potuto almeno risalire a chi c’era dietro. Invece oggi, tu ci hai portato qui. –
– E quasi troppo tardi, direi. –
– Beh, la squadra che ti seguiva era di solo due persone: hanno dovuto aspettare che arrivassero i rinforzi. Ti stai lamentando di com’è andata? – e gli fece l’occhiolino.

Paperinik sorrise.

– No, no, non mi stavo lamentando. Va benissimo così, anzi. –
– Ne sono contenta… –

Dietro di loro si udì un gemito più forte, che li fece voltare di scatto. Macchia Nera, con una pozza di sangue che si allargava sotto di lui, stava decisamente male. Topolino lo fissava dall’alto, senza muoversi, bevendo ogni goccia della sua sofferenza.

Si avvicinarono.

– Dobbiamo decidere cosa farne di loro. Se li portiamo nel nostro quartier generale potremmo avere la possibilità di salvarli. –
– Dovremmo, lo sai, Lyla. –
– Non mi interessa del Razziatore, – intervenne Topolino, – ma questo lo lasciate qui e lo lasciate a me. Lui deve pagare. –
– Da quando in qua sei diventato un animale? –
– Chiedilo a lui, se vuoi. Scommetto che si ricorda la data precisa in cui ha ammazzato Minni. Ora se ne starà qui, buono buono, a morire in un lago di sangue, come è successo con lei. E solo perché se l’era trovata davanti all’uscita della banca che aveva rapinato. Che cazzo ti aveva fatto? Che cazzo ti aveva fatto! –

Fece per prenderlo a calci, ma Lyla e Paperinik si lanciarono avanti e lo trattennero, mentre Topolino si dimenava e urlava e piangeva.

Fu quello il momento in cui il Razziatore vide la sua occasione.

Ferito più superficialmente di Macchia Nera, e molto più massiccio, aveva assorbito bene il colpo e ora sentiva che le forze gli stavano ritornando di secondo in secondo.

Quando vide i quattro idioti che erano riusciti a prenderlo (ma questo non fa di te un idiota ancora peggiore?) mettersi a bisticciare come bambini, si guardò intorno velocemente. Poi si tirò su in posizione seduta solo grazie alla pura forza bruta, fingendo di non sentire il dolore al fianco dove era stato colpito dal proiettile. Da lì, ondeggiando un paio di volte riuscì a mettersi in piedi mentre tutti erano concentrati sul topo incazzato. Diede una testata all’unico scagnozzo che si girò verso di lui e poi iniziò a correre verso l’uscita.

Forse era ancora in tempo per risolvere le cose a suo favore.

To be continued.

Lascio un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *