E se…
E se tutto questo progresso, tutta questa tecnologia, tutto questo hype non fosse davvero il punto di niente?
E se tutta questa produttività, tutto questo velocizzare, tutto questo spingere, non migliorasse proprio niente?
E se non fosse questo il senso?
Tutti a correre, tutti a competere, tutti a pestarsi i piedi per riuscire, tra le altre cose, a cavalcare questa onda AI che non si sa a cosa possa portare.
Se non fosse questa la strada giusta? Ce lo siamo chiesti?
Non abbastanza.
Non è l’AI l’unica colpevole: il trend era quello già da un bel po’, con tutti a massacrarsi la vita e l’anima per correre, lavorare, attaccare, dominare. Chi o cosa non importa, l’importante è dominare.
Poi quando ti troverai a ottant’anni ad aver corso e vissuto come uno schiavo tutto il tuo poco tempo magari te lo chiederai, qual era stato il senso di tutto questo.
A me personalmente fottesega, e ampiamente, di vivere come un criceto fatto di cocaina su di una ruota riempita di filo spinato, alla ricerca di un risultato che in verità non esiste.
A me, e non credo di essere l’unico, non interessa questa follia, e ancora meno schiantarmi alla fine di questa idiozia collettiva.
In questo mondo drogato di falso hype e sorrisi eccitati (che però nascondono un tremolio di disperazione, giusto agli angoli della bocca) mi sento spesso fuori posto. A scrivere invece di fare video, a leggere libri invece di giocare ai videogiochi, a tentare di capire come rallentare mentre tutti attorno non vogliono altro che tu corra più forte, più forte, più FORTE, CAZZO.
Per cui, sinceramente, ‘fanculo.
‘Fanculo la vostra pazzia, la vostra fretta, la vostra AI usata in ambiti in cui può solo portare danni alle persone e alla società, invece di migliorarla.
Se il mondo vuole precipitare nel burrone, se decide che scienza, razionalità e logica sono inferiori a populismo e ipocrisia, se continua a farsi menare per il naso per correre dietro a cose prive di valore, mentre attorno a noi infuriano le guerre e il clima sta per diventare il problema più grosso dell’umanità (e nessuno ne parla più), io non sarò parte di chi va in quella direzione.
Mi troverai dal lato opposto, a tentare di contrapporre a tutto questo un senso più grande per questa nostra esistenza, evitando il più possibile di essere parte dell’abominio in cui stiamo trasformando il nostro futuro.
Si riuscirà ad evitarlo? Non lo so.
Ma almeno non ne sarò complice.