Pensieri da una vita di (in)quieta disperazione

Non è un segno di buona salute mentale essere bene adattati ad una società malata.
Jiddu Krishnamurti

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Seguendo le orme di Nietzsche e di altri Grandi (che si staranno rivoltando nella tomba al sentirsi chiamati in causa da uno come me), ho deciso di pubblicare alcuni pensieri che attraversano diversi generi: dall’idiota, al politicante, al moralizzatore. Sono divisi in due sezioni: Pensieri Random poco seri e Pensieri Random un po’ più seri. Come si deduce dal titolo, una è tendenzialmente inutile, l’altra è tendenzialmente inutile e forse noiosa.

Questo dovrebbe aiutare te, caro lettore, a sapere a cosa vai incontro e se magari buttare via il tuo tempo su una sola delle due sezioni.

Oppure se lasciarle perdere tutte e due e andare a guardare invece se ci sono news più interessanti su Facebook (spoiler: non ce ne sono).

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Pensieri Random poco seri

Se gli avvocati sono l’anello mancante tra gli esseri umani e i demoni dell’Inferno, i commerciali sono l’anello mancante tra gli esseri umani e gli avvocati.

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Ma fanno apposta a creare le Renault Twingo in modo che facciano sempre più schifo? Perfino la Ford Ka è migliorata, invece qui sembra si insista a voler immergersi nel peggio.

Forse ci potrei trovare un parallelo con la situazione del mondo di oggi, ma mi sa che sono troppo stupido per riuscirci.

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Aspetto un film o una serie di libri che sia basata su un ragazzo delle superiori disadattato e che davvero non sia né carne né pesce. E con questo intendo davvero. Non il solito che non si adatta perché non è un figo che gioca a football, ma alla fine è un gotico e si amalgama agli altri dark. Oppure è un grandissimo nerd e si unisce ad un gruppo di altri nerd.

Voglio un film su uno che è troppo figo per essere un nerd, ma troppo nerd per essere un figo. Che non ha talenti artistici e non si veste di nero e quindi non può essere un dark. Che ascolta pop music, ma anche rock. Che se la cava a scuola, ma non è un genio e neppure l’ultimo della classe. Che non si rivela essere l’Eletto o avere un talento nascosto. Voglio un mediocre, voglio un normale e voglio vedere che cosa può fare di interessante uno del genere.

‘Spetta, se non per l’età, basta che mi guardi allo specchio, no?

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Chiedere a qualcuno che tipo di musica, film o libri ama, può sembrare un modo trito e ritrito di fare conversazione, ma ne siamo davvero sicuri?

Quante cose ci rivela su una persona sapere se ascolta J-Ax o i Metallica, oppure, andando più in dettaglio, i Deftones invece degli Slipknot? Se gli piacciono i film con Steven Seagal o quelli con Nicole Kidman, quelli di Christopher Nolan o di Steven Spielberg? Se legge Wilbur Smith o Ken Follett, se preferisce i racconti di Poe a quelli di Lovecraft?

Molte cose, dico io. E ora vado a mettere su il Greatest Hits delle Spice Girls.

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Quanto più facile era essere un uomo ai vecchi tempi. Il tuo compito era portare a casa il pane, essere maschio, e frustare i bambini con la cinghia se rompevano le balle. E magari anche se non rompevano.

Ora per essere un uomo devi:

– portare a casa il pane;
– essere maschio;
non frustare i bambini;
– essere sensibile;
– non essere troppo sensibile;
– avere le palle ed essere un duro;
– non essere troppo duro;
– essere pratico;
– essere però anche un tipo creativo;
– essere razionale;
– non essere troppo razionale;
– varie ed eventuali;
– il contrario delle varie ed eventuali.

In pratica il protagonista di Split con le sue 23 personalità è solo un dilettante.

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Chissà che fatica deve essere per una band comporre delle canzoni, accordando tre/quattro/nove teste con idee diverse e trovando sempre compromessi per raggiungere l’obiettivo.

Io sono uno scrittore e non trovo accordo nemmeno con me stesso.

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Da giovane ero convinto che morning (cioè mattina, per chi non sa l’inglese) fosse derivato da borning, che, se ‘sta parola esistesse, significherebbe nascente. Dopotutto il mattino non è altro che il giorno nascente, no? Con il tempo però mi sono sempre più convinto che derivi invece da mourning, che significa piangente, oppure lutto. Dopotutto quando ti alzi alle sei di mattina per andare a lavorare è più probabile che ti senta morire, piuttosto che ti senta rinascere, no?

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Pensieri Random un po’ più seri

Ti trovi a leggere gli articoli dei guru del time management (che a casa mia si chiama organizzazione del tempo) perché vorresti capire come riuscire ad avere più tempo per te stesso. Dopo averli letti l’unica cosa che impari è che andresti da loro a prenderli a schiaffi. Tante belle idee, ma applicarle alla realtà di tutti i giorni? La vedo dura.

Un tipico consiglio per avere più tempo nella tua giornata? Svegliarti alle 5 di mattina e usare il tempo prima di andare a lavorare per: sport, meditazione, dedicarti ai tuoi progetti personali.

Ma se ti devi svegliare alle 5 di mattina vuol dire che la sera prima perlomeno sei andato a letto alle undici, se sei uno che dorme poco. Se invece dovessi dormire le otto ore raccomandate dovresti essere a letto alle nove. Quando magari sei rientrato da lavoro alle sette. Doccia, cena, e a dormire? Così poi ti viene la gastrite perché non hai avuto tempo di digerire. E se devi vedere gente o magari hai una ragazza? No, secondo loro te ne devi stare a casa, e da solo. Che poi, se vai a letto con le galline, il tempo che recuperi alla mattina lo hai perso alla sera, no?

Tutto questo per dire cosa? Che magari puoi anche sfruttare bene ogni minuto libero della giornata, ma se questi minuti sono pochi non puoi fare miracoli. Se anche solo trovare il tempo di tagliarti le unghie richiede una programmazione anticipata di una settimana, magari il problema è un altro. Magari il problema è il sistema del cazzo che, in un mondo in cui il lavoro scarseggia sempre di più, invece di redistribuirlo, costringe quelli che un’occupazione ce l’hanno a perdere minimo dieci/undici ore al giorno in questa attività. Sì, forse sei uno dei fortunati che lavora solo otto ore, ma dove lo metti il tempo perso nel tragitto verso il lavoro? E quello perso per la pausa pranzo? Quello che ti serve poi per la spesa, le pulizie, stare dietro ai bambini, se ne hai? Per i vari problemi che ogni giorno possono capitare? Quanto tempo libero ti resta davvero?

Che la vita si trasformi in una ruota per criceti non mi dovrebbe quindi stupire. Ma farmi incazzare? Sempre.

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Marilyn Manson ha scritto: “L’individuo è intelligente, la gente è stupida”. Questo perché continuiamo a dimenticarci che in primis ognuno di noi è un individuo, con una sua testa e dei suoi pensieri, e solo dopo siamo massa. E perché ci siamo dimenticati che quello che ci distingue dagli animali è che noi abbiamo la ragione a indicarci la strada giusta, e non dobbiamo seguire sempre e solo emozioni ed impulsi effimeri.

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Sui giornali, in TV, nei bar: la massa si lamenta che la massa (gli altri eh, mica noi) è sempre distratta, non presta attenzione, si perde sugli smartphone, social e così via. Ma nessuno va a fondo e si chiede perché sia stato così facile rimbecillire la razza umana con un telefono e due app. Nessuno si chiede perché, perfino in auto, stiamo sempre a maneggiare il cellulare, a scrivere, a parlare. Nessuno si chiede perché tutta questa gente vuole scappare dalla realtà in cui sta vivendo.

La risposta è semplice: perché stiamo conducendo una vita da cui dobbiamo evadere, dobbiamo distrarci, altrimenti saremmo costretti a spararci in testa.

Restiamo all’esempio dell’uso dello smartphone in auto.

Ogni mattina sei in macchina in mezzo al traffico per mezz’ora (o più, dipende da quanto sfortunato sei) e sei diretto a fare un lavoro che non ti piace, in mezzo a gente che ti piace ancora meno e per due soldi che a malapena ti bastano per vivere. Oppure stai ritornando a casa ed è tardi, sei ancora in mezzo al traffico e hai la testa piena di tutte le cose che devi fare da adesso a quando andrai a dormire: la spesa, la lavatrice, il secondo lavoro, i bambini. Ma ti credo che vuoi distrarti! Ti credo che hai bisogno di qualcosa che ti tiri fuori dalla realtà grigia e disperata in cui vivi! Se presti troppa attenzione a come stai vivendo o scappi o ti ammazzi.

Che sia stato fatto apposta o meno, in ogni caso è stata una genialata. Qualcuno iniziava a pensare, a dubitare che questo fosse il sistema migliore per vivere, e il calcio e la TV non bastavano più. La pensata quindi: quale guinzaglio è migliore di quello che uno si mette addosso volontariamente?

Se davvero iniziassimo riflettere a fondo, a guardare la nostra vita con occhi nuovi, senza distrazioni, ci renderemmo conto che quello che stiamo vivendo è esattamente ciò che diceva Thoreau poco più di 150 anni fa: “una vita di quieta disperazione”. Che però è sempre meno quieta, ultimamente. Per questo è meglio non guardare, non pensare, solo distrarti, far finta di niente.

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La distrazione di massa è diventato quindi l’unico sistema per riuscire a tirare avanti.

Il controsenso. Abbiamo una sola vita e quello che dobbiamo fare per non dover soffrire troppo è distrarci da questa stessa vita. Dovremmo vivere, ma non lo facciamo, perché siamo impegnati a distrarci da essa.

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Qual è la differenza tra tutte le dipendenze per distrarsi dalla realtà (calcio, smartphone, social…) e le dipendenze dalla droga vera e propria? Nessuna.

Netflix, i social, lo smartphone, l’eroina: tutti sistemi per non vivere nella realtà che hai attorno a te.

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L’uomo per vivere soddisfacentemente, per stare bene, ha bisogno di qualcosa attorno a cui costruire la propria vita. Ha bisogno di uno Scopo.

Una volta c’era la religione, oppure un’ideologia: fascismo e comunismo dopotutto facevano in modo che ti sentissi parte di qualcosa di più grande di te, esattamente come faceva la religione. Dico facevano perché fino a poco tempo fa queste erano cose che pervadevano la maggior parte della società, mentre ora valgono per molte meno persone.

Non che la cosa funzionasse.

Ora che tutto questo si è perso, l’Uomo non ha più niente di grande attorno a cui costruire la propria esistenza e si deve accontentare di vagare rimbecillito e disperato da una distrazione all’altra, per poter sopravvivere al vuoto che ognuno di noi ha dentro di sé.

Non che la cosa funzioni.

L’Uomo non riesce a vivere “bastando a se stesso”. Si sente incompleto: o ha uno Scopo, o gli serve una Stampella che riempia il vuoto che ha dentro di sé. Perse ora tutte quelle Autorità Esterne come Stato e Religione che ci dicono a cosa deve girare intorno la tua vita, ora sei tu a dover scegliere. Ma non è cosa facile e non tutti ne sono in grado o vogliono farlo. Dopotutto è più facile vivere appoggiandosi ad una o più stampelle, che siano esse le distrazioni social, la droga, il calcio, piuttosto che inseguire e combattere per uno Scopo, che sia diventare un astronauta o anche solo crescere la tua famiglia.

Perdi cinque minuti e fatti due risate amare guardando questo video.

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La cosa più utile che puoi fare, a meno che tu non riesca cambiare il mondo mettendolo sottosopra, a questo punto è creare arte e dare qualcosa alle persone che le possa fare stare bene. È riuscire a far loro sentire qualcosa di più di tutte le sensazioni finte e plastiche che sembrano essere ormai la realtà imperante, ma che lasciano lo spirito vuoto e morente.

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E comunque ricordiamo sempre che tutti questi sono problemi, pensieri e paranoie inutili di gente (tra cui io) con troppo buon tempo e a cui va troppo bene e nemmeno se ne rende conto. In questo esatto momento c’è gente che lavora sedici ore al giorno per un pezzo di pane e una lamiera sopra la testa; altra sta morendo in guerra; altra è bloccata a letto da malattie invalidanti; altra ancora non sa nemmeno se arriverà viva a fine giornata.

Ricordiamocelo.

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In un mondo di folli, essere sani è follia.

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