Perché la crescita personale (o la dieta) non funziona

Partiamo dalla seguente premessa: qui non parlo di siti/corsi/libri di crescita personale che sforano nel paranormale, nella metafisica o nelle cazzate. Io parlo di siti/corsi/libri che offrono davvero tecniche efficaci per migliorare se stessi.

E di come queste tecniche falliscano comunque miseramente.

Photo by byronv2

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Stesso discorso si può fare per le diete, per i tentativi di smettere di fumare, o per qualsiasi altra cosa che punti al miglioramento personale.

Su 10 persone che provano a migliorarsi, 9 falliscono. Non verrò a dirvi che ho in mano una statistica che lo prova, ma è qualcosa che può essere osservato spesso. Quante persone conoscete (compresi voi stessi) che hanno provato a mettersi a dieta, hanno provato a smettere di fumare, hanno provato ad iniziare a svegliarsi alle 6 ogni mattina per lavorare su un progetto personale e dopo poco sono ricaduti nel vizio o nella passività? Io ne conosco molti, e uno di questi sta scrivendo l’articolo che leggete ora.

La statistica può anche essere la seguente però (sempre non scientifica): su 10 tentativi di migliorare 10 diverse cose, 9 falliscono. Cioè, se si riesce a smettere di fumare, magari non si riesce a iniziare a fare esercizio fisico, oppure si smette con le sigarette, ma si comincia ad ingozzarsi come oche.

Il problema alla base di tutto questo, già sfiorato in un post di questo blog, è il seguente: non abbiamo i coglioni.

Tutti quei bei siti di crescita personale, con tutte le loro tecniche. Tutte quelle belle diete con quei manicaretti leggeri suggeriti per sostituire bistecca e patatine fritte. Tutte queste cose sono solo sistemi per tentare di ingannare la nostra mente. Siccome non riusciamo a disciplinarla in maniera sufficiente a dire per esempio bene, da oggi sono un non-fumatore e da quel momento resistere ad ogni tentazione, abbiamo bisogno di ingannarla. Abbiamo bisogno di tecniche per auto-ingannarci e costringerci a fare quello che vogliamo. Non so se è chiaro il punto, per cui ripeto: dobbiamo ingannare noi stessi per costringerci a fare quello che vogliamo.

Il discorso non ha senso, vero? Eppure è questo che succede, è questo di cui andiamo in cerca.

Non siamo capaci di decidere di fare una cosa e da quel momento in poi semplicemente farla. No, ci serve un motivatore, una tecnica segreta, qualcosa di più della nostra volontà.

Perché la nostra volontà è ormai debole. Noi siamo deboli. La nostra mente non è più uno strumento potente e acuto, ma un pezzo di argilla molle, influenzabile e malleabile da chiunque. Non vogliamo più una cosa abbastanza da affrontare tutto quello che c’è da affrontare per averla, a muso duro, senza mai guardarci indietro. Stiamo là a lamentarci e dire ah, maledette sigarette, non riesco a smettere; oppure ah, maledetti dolci, devo finirgliela di mangiarne così tanti; oppure ah, maledetto tempo, non ne ho mai abbastanza per poter studiare/imparare a suonare la chitarra/dedicarmi al mio sito etc. etc.

Ci lamentiamo, imprechiamo contro cause esterne che a ben vedere nulla possono contro di noi. E poi non facciamo niente. Se c’è una cosa insopportabile è proprio questa: la tendenza a lamentarsi per il puro gusto di farlo.

Le opzioni sono due:
– una cosa non ti va bene, ti lamenti, ma poi fai qualcosa per migliorare la situazione;
– una cosa non ti va bene, ti rendi conto che però non hai davvero voglia di cambiarla, quindi alla fine non ti lamenti neppure, perché non avrebbe senso.

Invece di solito ti ritrovi l’opzione tre:
– una cosa non va bene, non fai niente per migliorarla, ma intanto mi fracassi le balle lo stesso lamentandotene in continuazione.

Se ti lamenti e poi non agisci in qualche modo per eliminare la causa del problema mi stai solo dando fastidio. Puoi dire qualcosa contro il meteo e le altre (poche) cose al di fuori del tuo controllo, ma non credo ci sia molto altro a parte la pioggia per cui davvero non puoi fare niente. E sinceramente, anche per quanto riguarda il meteo c’è sempre qualche opzione disponibile.

Il punto del discorso comunque è il seguente: puoi provare qualsiasi tecnica per ingannare la tua mente e fare quello che ti sei messo in testa, ma alla fin fine l’inganno non funziona mai. Se c’è la volontà, allora ce la farai, se non c’è la volontà, fallirai in ogni caso. E’ come è sempre stato: se hai coglioni avrai successo in quello che vuoi, altrimenti mangerai la polvere.

Attenzione però, questo non significa che se non sei un calciatore famoso o un imprenditore pieno di soldi allora sei un perdente. Il successo ha connotazioni diverse a seconda delle persone, ed è a quello che devi ambire, non all’idea che la società ti mette in testa. Se per me il successo è avere una casetta, un orto e una capra e poter starmene tranquillo a guardare le galline beccare e scagazzare per il giardino, allora a questo devo puntare.

Il successo è ottenere quello che vuoi ed essere soddisfatto di te stesso. Se vuoi smettere di fumare è su quello che devi puntare tutte le tue energie. Se invece è perdere peso quello che ti interessa, punta a quello. Se vuoi studiare, imparare un nuovo mestiere, intraprendere un’attività tua, ci sono poche possibilità: “volli, sempre volli, fortissimamente volli”. Lo devi volere, lo devi volere sempre, e lo devi volere con tutte le tue forze. Niente scorciatoie, niente tattiche che ti aiutano ad evitare la fatica, niente furbizie.

Ti devi spaccare il culo, non c’è altra strada.

Photo by Keoni Cabral

Photo by Keoni Cabral

Poi non è detto che tu ce la faccia. Possono capitare miriadi di cose che possono impedirti di raggiungere il tuo scopo. Su 10 tentativi di migliorare qualcosa, 9 falliscono (un’altra statistica assolutamente non scientifica). Commetti errori, accadono imprevisti, il motore di un aereo ti casca in camera da letto. Non devi arrenderti però. Devi cercare altre strade, devi darti da fare. Non esiste una sola via verso quello che cerchi e se cadi, ti rialzi. Il fatto di rimanere a terra, di mollare, non deve nemmeno essere un’opzione.

Questo intendo quando dico che tutte quelle tecniche psicologiche e quant’altro sono inutili. Se hai le palle e ti impegni, allora puoi farcela, a prescindere dal leggere o no libri di crescita personale, dall’applicare o no la nuova dieta Dukazz, dal mettere o no i cerotti alla nicotina. Se hai le palle le tecniche possono essere un “di più”, ma se non se le hai non servono a niente.

E’ a questo dunque che una persona deve mirare: è inutile provare sempre nuovi suggerimenti per la gestione del tempo, l’aumento della produttività, la memorizzazione veloce, o per fare più esercizio fisico. E’ inutile riempirsi di informazioni su come fare più facilmente una cosa, su come farla meglio e intanto però non fare niente. Ad un certo punto l’unica cosa importante è prendere e fare quello che devi per raggiungere il tuo scopo. E per questo bisogna trovare la grinta che si nasconde dentro di noi e usarla per quello che ci serve. Dobbiamo essere incazzati, dobbiamo essere determinati, dobbiamo voler spaccare il mondo quando affrontiamo una sfida, e poi mantenere questa forza per quanto a lungo è necessario.

Devi studiare per un esame? Tira fuori le palle e studia!

Devi smettere di fumare? Tira fuori le palle e butta via le sigarette!

Devi dimagrire? Alimentazione sana, esercizio fisico e niente schifezze!

Photo by George Hodan

Photo by George Hodan

Facile parlare, eh? La mia situazione mica è così semplice. Ci ho provato sai e non ce l’ho fatta. Tra il dire e il fare c’è di mezzo il mare e blablabla.

Quel mare si può attraversare. Come mi è stato insegnato da qualcuno più meritevole di me: se vuoi davvero una cosa troverai una strada, altrimenti troverai una scusa.

Su 10 tentativi di migliorare qualcosa, 9 falliscono.

Il punto è continuare a tentare: uno su dieci riesce, e tanto basta.

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