In difesa della comfort zone (l’avvocato del diavolo)

Se vuoi fare qualcosa della tua vita devi uscire dalla tua comfort zone.

Quello che vorrei chiederti oggi però è: ma chi te lo fa fare?

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Cioè, la comfort zone si chiama così perché è quella zona che ti sei creato nella tua vita in cui stai benissimo, come sul divano del tuo salotto con la coperta, il tè, i biscotti e un bel film in televisione. E’ la tua vita con le sue comodità, le sue abitudini e le sue rotture. Sì, perché non è che se sei nella tua comfort zone non ci sono rotture. Ci sono eccome, ma sono tutte, diciamo, le solite.

Ad ogni modo questa zona te la sei creata ed hai avuto bisogno di tempo e di impegno per arrivarci. Il lavoro, le uscite con gli amici, le partite a calcetto o il jogging due volte alla settimana. E’ qualcosa che è nato nel corso degli anni: un’abitudine si è incastrata all’altra, e alla fine ti sei trovato una bella routine nella quale sguazzi come un pesce rosso nella sua boccia.

Quindi chi te lo fa fare di uscirne? Pensiamo al pesce rosso un secondo: se esce dalla sua boccia, crepa, a meno che non sia Nemo che vive tutte le avventure del mondo e alla fine riesce a ritornare a casa sua nel fondale dell’oceano.

Una volta ho letto (non ricordo più dove) che siamo spinti al cambiamento e a cercare qualcos’altro oltre a quello che abbiamo o per disperazione o per ispirazione. Non c’è niente di più vero. Se la tua vita va bene già così, perché mai dovresti farti tanti problemi di non essere abbastanza questo, di non avere abbastanza quello e così via? E’ quando sei disperato che vuoi assolutamente cambiare e uscire da una situazione che non va per niente bene. Oppure quando ti nasce una grande idea, una cosa che può cambiarti la vita.

Quindi non farti pare se non ti senti spinto a diventare il prossimo Steve Jobs, il prossimo Da Vinci, la prossima Frida, ma ti va bene rimanere quello che sei. Gli uomini più sereni spesso sono quelli che vivono una vita semplice. Non so quanta felicità abbiano potuto raggiungere le grandi menti dell’umanità durante la loro esistenza. Hanno creato imprese e opere d’arte che hanno cambiato il mondo, ma tanti hanno avuto anche un’esistenza difficile. E’ così, a volte, quando hai un’unica passione che ti spinge avanti. Diventa un’ossessione che si mangia e distrugge qualsiasi altra cosa ci sia nella tua vita.

Non sentirti in colpa se non vuoi metterti in proprio e aprire una tua impresa. Mica è da tutti volerlo fare. Hai più soddisfazioni e più soldi, ma hai anche più rischi e più fatica, non nascondiamocelo. E’ più stressante essere un libero professionista o un imprenditore, per cui se hai un bel lavoro da dipendente in un ambiente in cui stai bene, dovresti sentirti da meno perché non vuoi passare al livello successivo?

Stesso discorso se non ti interessa granché viaggiare, a parte farti le ferie ogni tanto in qualche località dove poterti rilassare e divertire. Amen. Non sentirti inferiore a chi invece sembra essere un cittadino del mondo e che passa di nazione in nazione come stesse giocando a Risiko. Viaggiare può essere utile ad aprirti la mente e farti imparare cose nuove, ma non è mica obbligatorio. Magari non te lo puoi permettere o magari non ne hai voglia, non è importante. Conosco gente che si mette in mostra perché ha girato l’universo, ma è più chiusa e ignorante di mio nonno che non si è mai mosso dal suo orto.

La vita è una questione di scelte: se scegli di non voler romperti le balle a fare qualcosa di Grande, ma semplicemente goderti gli amici, la famiglia e ogni tanto farti un giro da qualche parte, chi ha il diritto di dirti che stai sbagliando? Una vita piena può benissimo essere anche solo questa, basta che, come dico sempre, sia una scelta tua. Non esiste giusto o sbagliato, esiste quello che è giusto o sbagliato per te.

Ti senti costretto da questo tipo di esistenza, ti sembra che tutto sia troppo grigio, che non abbia senso, ti sembra di stare sprecando i tuoi giorni? In questo caso devi uscire dalla tua comfort zone. Ci starai anche comodo, ma non ci stai bene, quindi è giusto che tu faccia del tuo meglio per cambiare e andare in cerca di quello che invece fa per te.

Se invece ti senti a tuo agio, se neanche ti passa per la testa di voler cambiare qualcosa, lo ripeto, chi te lo fa fare di toglierti dal divano?

Non è che devi fare qualcosa della tua vita a tutti i costi. E’ già qualcosa riuscire a viverla abbastanza felicemente. Non vuoi diventare un imprenditore, non vuoi essere un artista, non ti interessa girare il mondo? Meglio! Ti va bene farti le tue otto ore di lavoro e nei week end andare a far festa con gli amici, oppure prendere e portare tuo figlio alla partita di calcio, o andare a pescare e così sei felice? Ottimo! Chi dice che una scelta del genere debba essere inferiore ad altre?

Perché poi ci sono quelli che ti guardano dall’alto in basso perché loro sono andati a Venezia all’ultima Biennale, questo week end, mentre tu ti sei fatto una grigliata con gli amici. Ci sono quelli che quando gli parli dei tuoi figli ti guardano e sembrano pensare guarda che vita triste e povera ha questo, perché loro invece vivono nella metropoli e sono proiettati in una carriera sfavillante.

Ma chi lo dice che loro siano meglio di te? Chi lo dice che la loro vita sia migliore della tua? Se a te piace di più mangiarti carne alla griglia e bere birra invece di andare a vedere un iceberg di acciaio che naviga nella laguna veneta, vuol dire che devi sentirti in colpa? Non è che se esci dalla tua comfort zone e vai a vederti delle opere di arte contemporanea la tua vita improvvisamente diventa migliore. Non è che se ti guardi un film di Sofia Coppola invece dell’ultimo di Sylvester Stallone significa che sei una persona migliore.

(Tra parentesi: andate a vedervi Mad Max – Fury Road. Questo film spacca, questo film è folle, questo film è una figata. Altro che Sofia Coppola.)

Per finire quindi voglio solo dire questo: la vita è una scelta continua, e se tu scegli di startene nella tua comfort zone e goderti in pace la tua esistenza non c’è nessuno che può venirti a dire che stai sbagliando. Se stai bene dove stai, chi te lo fa fare di romperti le balle per cercare di essere o di avere di più?

E con questo dichiaro ufficialmente chiuso il post scritto dalla parte pigra della mia anima.

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