Fenomenologia del Network Marketing

La prima fase inizia con un post su Facebook o sul tuo social di elezione.

Qui non devi parlare di nulla di specifico, mi raccomando, devi solo iniziare a svoltare qualsiasi fosse il mood che avevi prima verso quello che è il mood approvato dal programma. Niente simpatia, barzellette, politica, cose personali random, pensieri, opinioni o altro. Dal momento in cui inizi il programma, c’è solo positività, e di un tipo particolare.

Non importa se erano vent’anni che non pubblicavi cose tue. Non importa se il tuo post precedente parlava del complotto universale per iniettarti il veleno con il vaccino anti-Covid e del fatto che poi ti si attaccano al braccio le madonnine con la calamita.

D’ora in poi c’è solo positività.

Il format dei post te lo passano direttamente, che non ti azzardi a voler improvvisare. Il contenuto è tuo, all’incirca, ed è per questo che spesso sembra scritto da un bonobo. Magari quella volta imparare a scrivere sarebbe stato utile, ma vabbeh. Almeno sai a cosa puoi/devi dedicarti, che emoji inserire, quanto scrivere, quanti spazi e paragrafi è meglio fare, ma soprattutto che foto utilizzare.

Quello che devi comunicare all’inizio è solo l’importanza della tua famiglia, dei tuoi bambini, e di stargli vicino. E poi quanto bene stai, l’importanza di vivere la tua vita alle tue condizioni e di prenderti cura di te stessa. La prendi larga, molto larga, con immagini di vita familiare, di sorrisi e soprattutto di bambini. Dovrai sfruttare un po’ il fatto di avere figli, ma insomma, ne vale la pena, no?

Sotto a questi post inizieranno subito i membri del tuo team a commentare che razza di esempio da seguire tu sia. Che brava donna, che brava madre di famiglia, e quanto sei cambiata, si vede proprio. Che poi tu abbia iniziato solo da 24 ore e non sia fisicamente possibile che ci sia stato un cambiamento, è un altro discorso, bisogna comunque dirlo.

(Parlo al femminile, perché nel 90% dei casi si tratta di donne: approfondisco a breve.)

A partire da qui, si inizia a fare sul serio.

Post ogni giorno, anche più volte al giorno. Dovrai fare pulizia degli eventuali commenti in cui qualcuno dei tuoi amici magari prova a fare il simpatico, forse, ma quelli si puliranno anche da soli, man mano che vai avanti. Quello che non mancherà saranno invece i continui commenti di quelli del tuo team, e che tu dovrai ricambiare sotto i loro post. Dopotutto in qualche modo dovrete pur aumentare la visibilità della vostra comunicazione.

Dopo aver parlato di te, di come le cose siano cambiate in meglio ultimamente, di come hai preso in mano la tua vita, di come ora hai più tempo per i tuoi figli e per fare le tue cose, è ora di cominciare a parlare di team.

La seconda fase punta a bomba sul gioco di squadra, su quello che vuol dire lavorare insieme, sul fatto che sei continuamente supportata, sul fatto che è bellissimo. C’è da spingere sul discorso che la maggior parte delle volte siete tutte donne. “Team donne, avanti! Girl power!” e robe simili. Mi raccomando, il tema femminista (fake, ma lo vedremo dopo) è fondamentale.

E poi la terza fase della tua comunicazione social: qui ci sarà un giusto bilanciamento tra il dover lavorare duro per raggiungere i tuoi obiettivi, e il fatto che però come stai facendo tu è così facile! Da casa! Continuamente supportato! Solo con il tuo telefono e nient’altro!

Sì, lo so, forse non è molto sensato. Ma non stiamo parlando di qualcosa che abbia davvero senso, dopotutto. L’importante è il tipo di messaggio che devi lanciare: che questa nuova cosa che stai facendo è sinonimo di amarsi, prendersi cura di sé e dei propri cari, di portare a casa bei soldi e di lavorare con spiriti affini, uniti contro le difficoltà, di quanto stavi male prima e invece adesso quanto bene stai.

Che se uno è tuo parente o amico si preoccupa anche: sembrava andasse tutto bene, ma stavi proprio così male? Cosa avevi? E là voglio vederti a spiegargli che in verità si tratta di un piano di pubblicazioni che devi seguire, vero o falso che sia.

In ogni caso, dopo la terza fase devi continuare a scartavetrare le palle di chiunque ti veda nei social con storie, post, minivideo e quant’altro su tutti gli argomenti di cui sopra, alternando le varie cose. Puoi anche, finalmente, parlare di COSA ti ha migliorato così tanto la vita, esponendo al mondo la linea di integratori e beveroni che ti hanno cambiato l’esistenza da così a così. Adesso sono quelli che vanno di moda, ho notato. Una volta erano i materassi, le pentole, i prodotti per la pulizia, le creme: ora invece tocca quasi sempre a quelli.

Il punto del business non sono però i prodotti. Cioè, sì, lo sono, ma una cosa è ancora più importante, ed è su quella che un bravo networker dovrebbe lavorare.

Il team.

Far vedere quanto figo è lavorare con questa gente. Far vedere quanti siete. Far vedere l’ammmmore che scorre tra di voi e far balenare la possibilità che chiunque potrebbe sperimentare questa fantastica sensazione di appartenenza ad un gruppo così figo. Far vedere poi che chiunque può diventare anche un leader e avere il suo team. Mostrare quanto divertente è fare questo lavoro, in cui ti danno i badge e ti festeggiano ad ogni piè sospinto in una strategia di gamification così spudorata e infantile da risultare quasi…

Stavo per dire quasi elegante, ma no. È solamente spudorata e infantile. Ecco che sei Team Supporting Manager. Oh, ora sei già Team Leader. Ah, cavoli, eccoti il Bronze Badge per le vendite. E poi il Silver Badge. Sembra di essere in un videogioco per rincoglioniti, in cui vinci sempre.

Ma, dopotutto, è su questo che si gioca la partita.

Team e gioco. Quanto facile è questo lavoro. Quanto bello è questo team. Quanto mi permette di vivere la vita che voglio e fare quello che voglio e senza nessuna fatica!

Lo schema è sempre lo stesso, che siano integratori o metodi di cashback o pignatte, ed è ai confini con lo schema piramidale che, guarda te, è diventato illegale già un bel po’ di anni fa.

Il business, per quelli che lo hanno organizzato all’inizio, non è certo quello di fare in modo di avere dei fantastici venditori per le mani, ma quello di avere gente che chiama altra gente e chiama altra gente e chiama altra gente. E ognuno di loro investe in quel business, comprando prodotti per sé e per altri, oltre a fracassare le palle di tutti gli amici e parenti possibili prima per vendere loro quella roba, e poi per chiedergli di entrare a far parte del fantastico mondo di Lucignolo.

È quella la catena: io vendo a tutti quelli che conosco e ne convinco il maggior numero possibile a entrare a far parte del mio team. Loro fanno lo stesso creando dei sotto-team, che faranno lo stesso facendo nascere dei sotto-sotto team e via così: lo schema è in piedi. Team e sotto-team che diventano sempre più numerosi. Questo porta soldi al business, a chi è davvero sopra di tutti, non quello che riuscirebbero a vendere.

Tu invece nel frattempo ti fai terra bruciata intorno, al punto che i tuoi amici e parenti hanno paura di vederti o sentirti perché ogni volta che ti fai viva è perché li vuoi convincere a comprare qualcosa. Per cui fai un periodo iniziale in cui riesci a vendere prodotti e a convincere qualcuno a entrare nel tuo team. Ti sembra anche di fare soldi, ma dopo un po’ finisci la gente che conosci, e allora cosa fai? Speri che i post nei social, il passaparola e i team sotto di te si ingrandiscano e prendano su gente, perché così una parte di quello che guadagnano loro arriva anche a te. Ogni tanto fate un evento online o offline per gasare di nuovo te e i tuoi commilitoni, ma dopo un po’ vedi che le cose iniziano ad inaridirsi, e inizi a fare molta più fatica di prima.

Se sei brava tieni anche duro per un bel po’, ti dai da fare, ti impegni, spingi i tuoi sotto-team in modo che spingano a loro volta, trovi stratagemmi per aprire nuove possibilità, scrivi, chiami, progetti… e alla fine però molli, perché non ce la fai più e il gioco non vale la candela.

Scopri che non è così facile scovare nuova gente che compri quella puttanata di integratori che bevi. E scopri che non è così facile nemmeno allargare ancora i tuoi sotto-team e neppure tenere attive e operative le persone che lavorano con te. Pian piano muoiono le cose e tu ti trovi ad aver bruciato tempo, energie, soldi e a volte anche amicizie.

Tutti super entusiasti mentre ci sono in mezzo, ma è quando finiscono l’esperienza che finalmente ti dicono la verità.

E no, non sto parlando a caso: ho parenti e amici che ci hanno provato e ho visto per tutti la stessa parabola. Uno di loro, quello più talentuoso, era anche riuscito a tirare avanti un bel po’, a crearsi una bella piramide sotto (perché, come dicevo, quello è il gioco), facendo sembrare che ce l’avesse fatta. Poi, guarda te, ha mollato anche lui.

In teoria ce la stava facendo, no? In teoria stava avendo successo, no?

No, perché non era sostenibile.

Perché ti illudono. Ti ingannano. Ti mentono.

È facile. È veloce. Non richiede nessuna competenza e nessuna fatica. Nessun investimento. E guadagni un sacco!

E invece non è vero.

Serve tempo. Serve fatica. Serve stress. Serve bruciarsi i rapporti con amici e parenti pur di vendere e arruolare gente. Non servono competenze, ma solo perché sei carne da macello per chi è sopra di tutti. Nessuna necessità che tu sappia davvero vendere o fare il tuo lavoro: ti danno tutti i template per ogni cosa, dai post sui social ai discorsi da fare a chi devi convincere, ben consapevoli che sono solo aria fritta.

Gli unici che ci guadagnano un sacco sono quelli in cima, quelli che hanno in mano i fili, quelli che hanno organizzato tutto. Come in un sistema capitalista puro, solo quelli in alto ne beneficiano.

Tu, che lavori come una schiava sotto di loro, non ce la farai mai.

La cosa divertente è che se tu impiegassi quel tempo che stai sprecando a inseguire facili guadagni a imparare invece davvero qualche competenza, avresti molte più possibilità di costruirti una professione o trovare un lavoro decente. Ma una cosa del genere è troppo mainstream, troppo difficile, meglio correre dietro al biglietto della lotteria vincente che ti farà diventare ricca senza fatica.

In tutto questo ci sono due cose in particolare che mi fanno assolutamente rabbia.

La prima è il fatto che in periodi difficili come questo, in cui dei soldi in più servirebbero a molte persone, questi stronzi approfittano delle necessità altrui per guadagnarci, predando come sciacalli sulle difficoltà della gente.

La seconda cosa che mi fa incazzare è come giocano in maniera spudorata e totalmente falsa sul tema del femminismo.

Ora, io non sarò certamente l’uomo più femminista sulla faccia della terra, però vedere come viene usato a vanvera un tema che ha i suoi meriti (e di cui nel 2021 non se ne dovrebbe nemmeno parlare, perché la par condicio dovrebbe essere automatica) mi fa uscire dai gangheri.

Non è che il fatto che vi tirate dentro una con l’altra sia una cosa bella, sapete? Gli stronzi sopra di voi ci marciano sul fatto di farvi sentire gruppo, sul fatto di mettervi insieme contro un ipotetico nemico comune che ipoteticamente vorrebbe impedirvi di essere libere. Giocano sul fatto che siete mamme, che magari avete poco tempo, che la crisi vi ha fatto rimanere senza un lavoro e voi ora vorreste portare a casa qualcosa per sostenere la famiglia. E ci marciano a mille sul discorso famiglia, figli, tempo per voi stesse, e soprattutto cose alla “TEAM DONNE ALL’ATTACCO!”.

Il network marketing non può essere definito criminale, perché non infrange nessuna legge. Sono stati bene attenti a fare in modo che non lo facesse e si muovesse proprio ai confini, dopotutto.

Però è una budellata, ed è una porcheria. Ti inganna, ti fa perdere tempo, e rischia di farti perdere anche di più.

Nessuno ti regala niente a questo mondo, e non esistono business sostenibili nel lungo termine che non coinvolgano anche l’acquisizione di competenze specifiche.

Posso capire la voglia di mettersi in gioco e la necessità di soldi, perché ci sono passato. Penso però che se invece di metterti a scartavetrare le balle in giro per tentare di vendere beveroni miracolosi, creme che ti fanno tornare ventenne o pentole che cucinano da sole (e tutto perfettamente ecosostenibile! Incredibile! Sì, appunto, incredibile.) ti andrebbe molto meglio se ti mettessi a imparare a fare qualcosa, farlo bene, e da lì partire per guadagnarci sopra.

Più lento, forse, ma più soddisfacente e remunerativo? Assolutamente.

Facci un pensiero prima di abbracciare la religione del network marketing.

PS: che poi network marketing? Dov’è il marketing in ‘sta roba? Bah.

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