Della corsa

Photo by Lapaola

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A volte vai a correre e ogni passo che fai è pesante. Le gambe sono di piombo, ti fanno male le ginocchia e non riesci a spezzare il fiato. Hai un solo pensiero in testa, un mantra che ripete continuamente non ce la faccio, non ce la posso fare.

E’ troppo caldo, non respiri, i muscoli non collaborano e il cuore sembra stia per scoppiare. Inizi a pensare che forse è meglio se ti fermi prima. Dopotutto hai fatto già un bel po’ oggi, e se non è giornata, non è giornata. Meglio non esagerare, poi magari ti viene un infarto e allora no che non ti alleni più. Dai, finisci il giro e dopo ti fermi.

Invece tieni duro e smetti di pensare.

E’ spesso così, anche dopo vent’anni che corri. Ci sono giorni che piuttosto di andare ad allenarti ti spareresti sulle ginocchia. Ci sono giorni che le gambe non girano e ogni passo è uno sforzo di volontà. Giorni in cui è solo la mente che ti spinge avanti, che letteralmente spinge, perché altrimenti col cazzo che ti muoveresti.

Ti sembra di fare fatica inutile, non vedi il senso di tutto quello sforzarsi, di tutto quel dolore. Anche la mente dopo un po’ inizia a non farcela più. Rimane solo un piccolo centro di volontà che ti tiene in piedi e ti aggrappi a quello.

Tieni duro.

Le gambe ti fanno male, i polmoni ti fanno male, hai delle fitte alla testa e perfino le braccia ti pesano. Vai avanti nonostante tutto perché sai che quello che stai vivendo è uno degli allenamenti più importanti che tu possa fare. E’ più divertente in compagnia, vero? E’ più facile altre volte, giusto? Eppure sono queste le corse che ti servono di più. E’ qui che impari e alleni di più te stesso, e la tua mente in particolare.

La corsa non è solo uno sport. L’atletica è la Regina degli Sport, e la corsa è la Regina dell’Atletica. E’ quello per cui siamo nati e in essa c’è una componente che tocca la nostra anima in un modo che non si può paragonare a nient’altro. Giocare a beach volley non ti darà mai quello che può darti la corsa, anche se guardare una partita di beach volley femminile dà le sue soddisfazioni, niente da dire.

Perché poi ci sono le volte in cui vai a correre e non ti sembra nemmeno di sfiorare il terreno. Hai energia da vendere, le gambe sono leggere e anche se fa caldo c’è comunque una brezza gentile che ti rinfresca. Il sole ti bacia la pelle con delicatezza e ogni respiro che fai ti senti sempre più forte e vuoi andare sempre più veloce. Sorridi al mondo e ti lasci riempire dalla felicità del semplice stare bene e del correre, solo con te stesso. La vita sembra più facile, le preoccupazioni svaniscono, e a te non interessa più niente di ciò che tanto ti angustiava prima. Stai talmente bene che non vorresti che l’allenamento finisse mai e ti inventi motivi per continuare a correre. Ho fatto trentacinque minuti, ma che cazzo di numero è trentacinque? Almeno fai conto tondo, quaranta. Dai dai, niente paranoie, corri e sta zitto. Senti che sole.

Nella tua mente non ci sono più mantra negativi, anzi i tuoi pensieri acquistano leggerezza, le indecisioni svaniscono e in generale le cose diventano più chiare. Compaiono canzoni dal nulla e ti ritrovi Freddie Mercury nella testa che ti dice non fermarmi ora, non fermarmi ora. E tu non ti fermi.

Oppure ci sono quelle volte in cui sei pieno di rabbia, pieno di cattiveria, e non hai modo di sfogarti. Allora infili le scarpe e parti. Ogni passo diventa un pugno in faccia al mondo e ti lanci avanti come se ti stessi scagliando contro il nemico. I pensieri pieni di ira ti danno energia, e tu ti sfoghi con tutto il tuo corpo, con tutta la tua potenza. E allo stesso tempo però questo correre ti aiuta anche a sbollirti, a renderti lucido e a toglierti il groppo in gola e l’acido nello stomaco. La fatica riporta le cose al loro posto e quando hai finito di correre ti ritrovi calmo. Ancora incazzato, magari, ma calmo. La rabbia non ti sta più masticando dentro, ma si è tramutata in determinazione a spaccare il culo a chiunque se lo meriti.

Che la corsa sia una metafora della vita non credo di essere il primo a dirlo, e in particolare quando si parla di corsa di resistenza la similitudine è evidente. Perché la vita non è uno scatto di cento metri, ma una maratona…sempre se non crepi prima, cioè. Ci sono momenti buoni, momenti in cui vai in crisi, momenti in cui devi sopportare il dolore, momenti in cui sei completamente felice e momenti normali in cui semplicemente vai avanti per la tua strada.

Allenarti a correre, a tenere duro, a competere con gli altri, ma prima di tutto con te stesso, è qualcosa che ti serve, è qualcosa che ti fa crescere e che ti mostra che puoi farcela, che puoi sempre migliorarti, e che non deve esistere un qualcosa chiamato arrendersi. Una delle prime lezioni che ho imparato infatti è stata che non ci si ferma mai durante una corsa. Magari sei stanchissimo, sei fisicamente e mentalmente finito, ma non ti devi mai fermare. Al massimo puoi rallentare, recuperare un po’ di energie, ma devi sempre continuare a correre. Non si molla mai, se vuoi arrivare al traguardo. Ed è proprio quando manca poco che poi devi sputare fuori tutta l’energia che ti è rimasta e finire in volata. Che tu sia anche all’ultimo posto, la gara vera è con te stesso, per cui devi dare tutto quello che hai per poter finire ed essere soddisfatto di te.

Che poi magari vai a correre solo per smaltire calorie, e quindi tutti questi pensieri sulla filosofia della corsa nemmeno ti passano per la testa. Ma se continui, se insisti, il tuo corpo si scolpisce e con esso anche la tua mente, e allora questo tipo di pensieri verrà anche a te, perché non c’è niente da fare: il tuo corpo e la tua mente sono una cosa sola, e correre li cambia entrambi.

In meglio, ovviamente.

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