30

Una riflessione (non la solita) sui 30 anni

Photo by Lhoretse

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Ormai è di moda parlare dei trent’anni.

Sarebbe un motivo sufficiente per evitare di scrivere anche una sola parola a riguardo, ma penso che questa volta farò un’eccezione. Dopotutto è un argomento su cui può valere la pena di dire qualcosa, a patto di non cadere (troppo) negli stereotipi. Ecco quindi, come dice una mia amica, my two cents.

30 anni.

Qualcuno dice che sono i nuovi 20 anni, ma se sono 30 non sono 20, per cui chi lo dice dovrebbe prendere qualche ripetizione di matematica elementare.

Non sono la fine del mondo, però in effetti questo numero è il simbolo che d’ora in poi troverai su tante delle porte che ti verranno sbattute in faccia. Concorsi, corsi, posti di lavoro, promozioni: sei troppo vecchio per poter partecipare. Adesso sei ufficialmente parte di quella fetta di popolazione che non si becca nessun vantaggio, da nessuna parte. In teoria infatti dovresti essere nella fascia attiva, quella che tira avanti il Paese. Peccato che qua riesci a malapena a tirare avanti la carretta senza impantanarti o cadere in un fosso o finire rapinato dai banditi.

Momento di silenzio per ringraziare i delinquenti che ci hanno messo in questa situazione.

Altro momento di silenzio per ringraziare noi stessi di subire, non parlare, non reagire, non smettere di fare anche noi i delinquenti, i “furbi”.

Riprendiamo il discorso.

A 30 anni molte opportunità si chiudono. Non sei abbastanza giovane per certe cose, non sei abbastanza vecchio per altre. Un esempio su tutti: al cinema gli sconti per studenti universitari adesso te li puoi sognare, ma non puoi neanche avere quelli per pensionati. Ok, forse non è una priorità, ma questo è il primo esempio che mi è venuto in mente. Eccone un altro: sei troppo vecchio per entrare nell’Esercito, ma non abbastanza per passare le giornate a controllare l’andamento dei cantieri con gli altri anziani.

Oggi esempi intelligenti non me ne vengono, a quanto pare.

Ad ogni modo quello che intendo dire è che con i 30 anni entri ufficialmente in un periodo della tua vita in cui non hai più diritto a vantaggi dovuti all’età. A dire il vero se sei una Partita IVA hai ancora cinque anni di tempo prima che inizino a tassarti anche l’aria che respiri, ma diciamo che il principio è quello.

Può essere che il mondo esterno ti chiuda alcune possibilità, ma è al mondo interiore che devi guardare. Non vale per tutti, ovviamente, ma a trent’anni si chiudono porte, forse, ma si aprono altre cose. Non mi metto a fare liste come fanno altri blog, ma diamo comunque uno sguardo a cosa succede attorno a questa fatidica età.

Ti si aprono gli occhi, intanto. Inizi a renderti conto di come molte cose a cui davi importanza non valgono niente, mentre altre sono il fondamento di ogni felicità. Moncler, D&G e Prada diventano nomi di cui puoi anche fare a meno. Se come me ne facevi a meno anche prima, hai il permesso di iniziare ad andare al bar vestito in tuta da ginnastica e Doctor Martens. L’importante sono gli amici con cui vai al bar, non quello che indossi. Ti rendi conto di come tante cose per cui ti incazzavi, tante cose su cui avevi opinioni intransigenti e per cui litigavi con la gente, tante cose per cui ti preoccupavi e non ci dormivi la notte, i giudizi delle altre persone, tutto questo non vale niente. Finalmente ti rendi conto di quanto stupido eri durante l’adolescenza (e anche dopo) a rovinarti la vita con paranoie inutili.

Ovviamente quello che sto dicendo non vale per tutti. C’è chi sceglie di continuare ad avere paranoie sui vestiti che indossa, ma di sicuro il passare del tempo serve e uno inizia a preoccuparsi meno delle cazzate.

Un altro aspetto dei trent’anni è che cominci ad avere più successo nelle relazioni con l’altro sesso. Ora, neanche questa è una verità assoluta, ma è certo che con gli anni arriva anche un po’ di sicurezza e un po’ di esperienza, cose che hanno i loro vantaggi. Poi ci sono quelle/quelli che se la tirano in ogni caso e che non ti guardano neanche o ti trattano male. Quelle/quelli probabilmente non saranno impressionate/i dal tuo savoir faire, ma qui rientriamo nel punto di cui parlavo prima: ci sono un mucchio di cose e persone senza valore per cui non vale la pena di perdere tempo, e queste/i ragazze/i fanno parte del mucchio.

Non che se qualcuno non vuole stare con te voglia dire che lei/lui sia una brutta persona: magari non sei giusto/a per lei/lui. Io intendo quelle/quelli che nemmeno concepiscono anche solo l’idea di parlare con te, che ti trattano come tu fossi una pezza da piedi e loro le Principesse/i Principi della Galassia.

Queste/Questi fanno parte del mucchio.

(Mi sento molto fiero di aver scritto questo paragrafo par condicio, devo essere sincero, anche se tutti ‘sti lei/lui sono una palla).

Sì, perché magari solo a quest’età realizzi anche che non è che sei obbligato ad andare d’accordo con tutti o a dover vedere e stare con tutti. Perché mai? Obblighi sociali? Devo invitare Tizio al mio matrimonio perché è il cugino della Tizia e poi sennò si offendono e poi? E poi un cazzo. Tizio non ti piace? Tizio sta a casa. Che se potessi leggergli nella mente probabilmente il suo ragionamento sarebbe uguale al tuo: mi tocca andare al matrimonio di Caio perché è amico di mia cugina Tizia e poi sennò si offendono.

A quest’età inizi a fregartene e a stare solo con chi stai bene, e se hai problemi con le persone a cui tieni, in questo caso sì che sai che vale la pena tentare di capirsi e darsi da fare.

E poi l’aspetto fisico. A meno che tu non ti sia devastato per gli ultimi dieci anni, fumando e bevendo e tirando di coca e mangiando e facendo notti da leoni ogni week end, beh, ora sei preso molto meglio di quanto lo fossi a vent’anni. Sei più forte, più elastico, recuperi più in fretta, corri più forte e puoi lavorare più a lungo di quanto anche solo potessi immaginare di fare a vent’anni. Io faccio le stesse cose e ne posso fare anche di più di quand’ero un giovane virgulto. Mi sento meglio.

Anche perché è una questione di testa, oltre che fisica. A vent’anni sei una nave allo sbando. Pochi sanno da che parte sbattere la testa e cosa vogliono davvero fare della loro vita (quelli che ci pensano, intendo, non quelli che neanche si pongono il problema). A trenta non è detto che tu sia preso molto meglio, ma quantomeno alcune idee te le sei fatte, e probabilmente uno scopo ce l’hai. E quando hai uno Scopo non c’è niente che ti possa trattenere. Non sei più una nave allo sbando, sei un cacciatorpediniere.

A trent’anni io mi sento più forte, mi sento più potente, mi sento anche più figo, cazzo e le rughe in più non mi fanno paura. Non mi fa più paura niente, in verità: mi sento scalpitante di energia e di voglia di fare (forse ho bevuto troppo tè, ora che ci penso; stasera una tazza di camomilla e umiltà e a letto presto).

Inizi a dormire meno, perché ti rendi conto meglio di cos’è il Tempo e di quanto poco ne hai. Questo si ricollega al discorso iniziale sulle cose di valore: il tempo che ti rimane non è molto e anche se fossero decine e decine di anni, non è mai così tanto che valga la pena sprecarlo. E’ la cosa più di valore che hai, e devi sfruttarlo bene.

Anche perché (tocca ferro) magari non avrai decine di anni, ma creperai tra quindici giorni investito da un camion. Meglio che ci pensi, perché la Morte non ha niente di innaturale e neanche niente di male, ma solo se hai Vissuto, prima. Non devi aver paura di morire, non ha senso: devi aver paura di non Vivere. Devi avere la consapevolezza che sei vivo, che sei qui adesso, e che devi godere di ogni momento che hai.

Così è, quando arrivi a questa fatidica età: diventi perfino un po’ un filosofo dei miei stivali.

Forse le cose che ho scritto non valgono per tutti, forse arrivano un po’ prima o un po’ dopo, forse non arrivano mai. Su alcune si può essere d’accordo, su altre no. Non è importante.

Quello che è importante è questo: non è la fine del mondo, non cambia niente, è come il Capodanno: solo un giorno come tanti.

Però, come il Capodanno, è una buona scusa per fare festa. E, come il Capodanno, è una buona scusa per darsi una mossa, per smettere di essere spaventati e per fare quello che vogliamo della nostra vita.

Tanto fra qualche tempo ce ne andremo comunque, per cui perché non fare qualcosa che vale la pena, nel frattempo?

Get out of my way, ho 30 anni e sono pronto a spaccare il mondo.

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