Del Regno di OZ

Quando arrivi nella terra di Oz molte cose non sono come avevi pensato, e di sicuro non sono come sei abituato.

Quando arrivi nella terra di Oz non è che hai tanto tempo per pensare non sono più in Kansas. Soprattutto perché comunque tu in Kansas non ci sei mai stato.

Infine, quando arrivi nella terra di Oz puoi anche pensare di essere preparato a quello che ti aspetta, ma ti conviene metterti in testa che così non è.

Attraversi la frontiera ed è tutto più facile di quanto credevi. Sembrava dovessero quantomeno spogliarti e frugarti nel bagaglio, ma niente di tutto questo avviene. Sarà che è l’una di notte, ma ti degnano a malapena di un’occhiata. Non che ti dispiaccia evitare casini subito all’arrivo: ti sei appena fatto ventiquattr’ore di volo e hai attraversato mezzo mondo per arrivare qua e l’ultima cosa di cui hai bisogno è uno stop forzato in dogana. Quello di cui hai bisogno è invece una doccia e un letto, per cui ti appresti ad andartene dall’aeroporto il più velocemente possibile.

Esci e sei subito in un altro mondo.

Le cose sono diverse a Oz. Le persone sono diverse a Oz. I posti sono diversi a Oz.

Devi imparare a camminare di nuovo, in pratica. Imparare a camminare, guidare, relazionarti col prossimo. Qui si usano cose che per te sono fuori dal mondo, mentre è quello che fai tu che qui è guardato come “strano”.

Cominciare una vita da soli è complicato, cominciarla in un posto agli antipodi rispetto a casa tua lo è ancora di più. Quello che devi fare però non è così difficile: un passo avanti all’altro, senza mai guardare troppo in là altrimenti rischi di farti sopraffare dall’ansia. Ci sarà tempo per guardare ad un futuro più lontano di una settimana, ma non adesso. E in ogni caso non potrai programmare molto, perché qui ci sono troppe opportunità, troppi cambiamenti. Il gioco qui è Vivere, e se vuoi Vivere devi essere pronto a cogliere al volo le occasioni, pronto a cambiare i piani.

Poi pian piano impari come funzionano le cose, ti adatti, ti ambienti.

E impari che:

– i bidet non esistono, e il WC ha una stanzetta tutta per sè, separata dal bagno dove ti vai a lavare;

– i pipistrelli e i ragni sono giganti. Allo stesso modo anche il resto è grande: qui non mangi i gamberetti, qui mangi i gamberi tigre, tanto per dire;

– le formiche possono essere giganti o piccole, ma ti entrano sempre in casa e tu non puoi farci niente;ipp

– i piccioni hanno la cresta come i punk;

– molti abitanti di Oz non sopportano il caldo, per cui forse hanno sbagliato posto dove nascere;

– molti abitanti di Oz non sopportano il caldo, ma adorano personalizzare gli interni della propria auto con pelo zebrato, tigrato o di colori affascinanti come il viola, il che, quando sono quaranta gradi all’ombra, deve rendere l’esperienza di guida un inferno;ipp

– le città sono belle, pulite e molto verdi e spesso vedi passeggiare fianco a fianco piccioni punk, tacchini e altri uccelli enormi chiamati Ibis…e nessuno se li mangia;

– puoi anche trovare la Batmobile per strada;

– il week end non inizia venerdì sera, ma alle due del pomeriggio, ora alla quale sei legalmente obbligato ad essere in un pub con davanti una caraffa di birra;

– il rutto libero qua è una legge nazionale;

– stare a piedi nudi in casa è normale, ma anche quando vai al supermercato, in giro per strada, in banca…;

– il selfie stick è il regalo più bello che tu possa fare ad un Ozzie, soprattutto se di origini asiatiche. Trattasi di bastone a cui applicare il proprio smartphone per farsi i selfie da lontano;ipp

– le strade di Oz possono essere larghissime e drittissime, ma non avrai mai un limite di velocità superiore ai 110 km/h. Oppure possono essere sempre uguali, ma con limiti che variano dai 60 agli 80 senza una ragione apparente. E tutti li rispettano, cosa che mi sembra ammirevole o pazzesca a seconda della giornata;

– nonostante ufficialmente si adoperi il sistema metrico decimale, in verità a seconda del caso si usano metri o piedi, chili o libbre, litri o pinte. Gli stessi metri a nastro hanno da una parte i centimetri e dall’altra i pollici;

– ci sono uomini uomini etero che indossano la gonna lunga;

– non esistono parole che non si possano abbreviare. Un vero abitante di Oz tenterà sempre e comunque di creare abbreviativi. Eccovi alcuni esempi, tratti dalla mia vasta esperienza nel campo dell’hospitality:

Ta → thanks
Sovblan → sauvignon blanc
Kebsav → cabernet sauvignon
Bundy & coke → Bundaberg Rum & coke
CC → Canadian Club
JB → Jim Beam
LLB → Lemon Lime & Bitter

Impari anche che a volte è dura essere lontano da casa. Che a volte è difficile vivere qui da immigrato e doverti fare strada tra abitudini, burocrazia e regole diverse. Che per andare avanti devi spaccarti il culo e dimostrare che ci sai fare. Che non tutti sono brave persone.

Impari anche però che se ti impegni ottieni quello che meriti. Che per la maggior parte gli Ozzies sono aperti, cordiali, gentili e disponibili ad aiutarti se ti vedono in difficoltà. Che nel Regno di Oz l’atmosfera è così positiva che è facile essere felici.

Impari che se c’è un posto di cui è difficile non innamorarsi è proprio questo.

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