Il giorno giusto per scrivere

Oggi me la sento che è il giorno buono.

Oggi è il giorno giusto che ricomincio a scrivere seriamente.

È sabato, mi sono svegliato presto e sono super in forma. Faccio colazione, mi spazzolo i denti e sono pronto a sedermi in scrivania.

‘Spetta.

Oggi è giorno di bucato: devo cambiare le lenzuola. Meglio che provveda, così mentre scrivo la biancheria si lava. Provvedo a buttare tutto in lavatrice, bevo un po’ d’acqua e sono pronto a ripartire.

‘Spetta, ma poi a pranzo cosa mangio?

Guardo nel frigo e realizzo che avrei bisogno di fare almeno una piccola spesa, sennò nemmeno ci arrivo a lunedì. Ho un momento di dibattito interiore, poi decido che anche la mia Musa rischia di morire di fame se non vado a comprare qualcosa. Mi avvio, ripromettendomi di fare in fretta e tornare entro un’ora. Sono solo le nove e un quarto, ce la posso fare ed essere a casa entro le dieci e quindici, massimo dieci e venti.

Quando ritorno dal supermercato sono passate le undici. C’era il mondo in quel negozio!

Metto via la spesa ed è ora che prepari il pranzo, per cui rimando la seduta di scrittura al primo pomeriggio. Tanto ho ancora tutta una mezza giornata per me. Dovrò essere solo un po’ più focalizzato, dai.

Mangio, lavo i piatti e sento che mi sale un po’ di abbiocco post-pranzo. Non posso scrivere decentemente se ho gli occhi che mi si chiudono e la testa che mi casca. Non voglio bere caffè perché ho letto che provoca la gastrite, e poi comunque è notorio che fare sonnellini pomeridiani non fa altro che bene alla salute.

Mi butto sul divano: solo quindici minuti, giusto per recuperare un po’ di energie.

Quando mi sveglio sono le tre passate.

Tiro una bestemmia e scatto in piedi: la mia Musa mi sta aspettando e io mi attardo in questo modo!

Accendo il PC e nel frattempo vado a stendere le lenzuola. Poi preparo anche il letto, che ormai ha preso abbastanza aria ed è pronto ad essere sistemato. Finito con quello torno in scrivania, apro un file Word e tiro fuori la lista di idee di cui scrivere.

Questa dovrebbe essere la lista a cui attingo ogni giorno per far lavorare la mia Musa. In verità è la prima volta da un pezzo che la apro e ora non vedo molto che mi ispiri. Esploro un po’ e finalmente vedo una piccola idea che potrebbe essere utilizzata e che almeno un po’ mi fa venire voglia di scrivere. Basterebbe mi informassi un pochino e avrei una base storica affidabile su cui poi costruire il mio racconto su dei monaci buddisti del diciottesimo secolo.

Apro Google e inizio a digitare.

Nello stesso momento, si apre sotto di me il buco nero delle distrazioni di Internet.

Cammino su un filo sottile, cercando solo quello che davvero mi potrebbe servire. Non clicco altro, non guardo cosa mi suggerisce il motore di ricerca, non mi faccio tentare dai video, non…

Vedo un titolo spudoratamente clickbait su di un pettegolezzo che afferma che la Regina Elisabetta a suo tempo se lo è anche portato a letto, un monaco buddista.

Clicco.

Cado a piè pari nell’abisso di Internet, senza nemmeno fare finta di voler salvarmi.

Quando rialzo gli occhi dallo schermo il sole è calato e io so tutto sulla Casa Reale britannica, sulle abitudini dei cuccioli di foca di due mesi, su un nuovo tipo di gioco di carte subacqueo, sul comportamento degli gnu in amore… e il file Word è ancora completamente bianco.

Bestemmio e riprendo le redini della mia ricerca: scopro quello che mi serve sui monaci buddisti, prendo appunti, capisco come le cose dovrebbero andare inserite nella storia e poi è quasi ora di preparare la cena.

Non vado a a iniziare un racconto potenzialmente buono sapendo che dovrò interrompermi dopo nemmeno mezz’ora per farmi da mangiare.

Tanto vale che ne approfitti, vada a farmi la doccia ora e poi mi prepari la cena al volo, in modo da avere poi il il tempo di mettermi giù a scrivere in tranquillità con la pancia piena. La soluzione sembra perfetta: si vede che è la sera quando ho il mio picco produttivo, c’è poco da fare.

Faccio tutto come da piani e alle otto e mezza spaccate sono di nuovo seduto davanti al PC. Riesco a buttare giù una bozza di titolo e anche qualche frase dell’inizio, quasi dieci.

Poi le rileggo, mi accorgo che fanno cagare e cancello tutto.

Ho un debole dibattito interiore, poi spengo tutto e invece attacco Netflix: ho sentito l’altro giorno al lavoro che c’è una serie nuova che spacca e va assolutamente vista. A ben vedere è anche probabile che mi dia ispirazione per fare molto meglio, domani. Adesso me la gusto per bene, così da essere super ispirato e da trarne i giusti spunti.

Penso proprio che la mia scrittura sarà molto più di qualità se lascio passare del tempo e mi ci dedico domani.

Me lo sento, il giorno giusto per ricominciare a scrivere seriamente è proprio domani.

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